La Psicoterapia Biosistemica
Il nome racchiude già la struttura del modello.
Bio rimanda alle radici biologiche e neurofisiologiche del funzionamento emotivo: ai processi del sistema nervoso autonomo, alle strutture subcorticali, al corpo come sede primaria dell'esperienza.
Sistemica richiama la teoria generale dei sistemi (von Bertalanffy, Bateson, Morin), ovvero l'idea che ogni persona non sia una somma di parti separate, ma un'organizzazione complessa in cui mente, corpo, relazioni e storia si influenzano in modo reciproco e circolare.
La Biosistemica è un approccio terapeutico integrato a mediazione corporea che affronta il disagio psicocorporeo a partire dall'unità mente-corpo.
È un modello fondato da Jerome Liss, psichiatra e psicoterapeuta americano, nel 1986, e sviluppato in Italia soprattutto grazie al prof. Maurizio Stupiggia.
Le sue radici scientifiche si trovano nella neurofisiologia delle emozioni (Laborit, Gellhorn, Edelman), nel modello embriologico (Boadella e Liss), nella psichiatria fenomenologica (Laing, Merleau-Ponty) e nella prospettiva intersoggettiva in psicoanalisi (Storolow), oltre che nei contributi più recenti delle neuroscienze (LeDoux, Damasio, Porges, Siegel).
Non si tratta di un'aggiunta del corpo alla psicoterapia "classica", ma di una concezione integrata e clinicamente strutturata dell'essere umano: mente e corpo non sono due realtà parallele, ma un sistema unico che si esprime attraverso le emozioni.

Cosa puoi aspettarti
Imparerai a riconoscere le tue emozioni nel momento in cui emergono — non solo a nominarle, ma a sentirle nel corpo, a capire cosa attivano nelle relazioni, e a non esserne sopraffatto.
Capirai il significato di ciò che provi, anche quando sembra irrazionale o difficile da spiegare. Ansia, stanchezza cronica, dolori ricorrenti, blocchi relazionali: spesso non sono il problema — sono il segnale di qualcosa di più profondo che il corpo sta cercando di comunicare.
Svilupperai un ascolto di te stesso più accogliente: meno giudizio, più capacità di stare con quello che senti — nelle sensazioni fisiche, nei pensieri, nella qualità delle tue relazioni.
Raggiungerai anche ciò che le parole da sole non raggiungono. Molte persone arrivano in terapia sapendo già molto di sé — eppure qualcosa non cambia. Ci sono esperienze che il corpo ha registrato prima che la mente avesse gli strumenti per elaborarle: non hanno mai trovato un linguaggio, solo una postura, una tensione, una reazione che si ripete. E continuano ad agire su di te in quello che senti prima ancora di capire perché.
Il lavoro non si ferma al sintomo. Che si tratti di un disturbo acuto, di una difficoltà relazionale cronica, di un disagio psicosomatico o delle conseguenze di un trauma, il percorso mira a ristabilire la connessione tra mente, corpo e relazioni — la radice da cui il disagio si è generato.
Il cambiamento che costruirai durerà. Non un sollievo passeggero: una capacità nuova di regolare il tuo mondo emotivo, di entrare in contatto con gli altri in modo più autentico, di agire nella tua vita con maggiore libertà.
“L’emozione è come un fiume: se è secco siamo nel deserto; se è sovrabbondante, anneghiamo. Il terapeuta cerca di meritarsi la fiducia del paziente: in questo modo egli diventa come gli argini di questo fiume, aiutandolo a trovare la sua forza in un contesto di sicurezza”.
Jerome Liss
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